Aielli  è un comune marsicano di 1 484 abitanti della provincia di L’Aquila in Abruzzo. Fa parte del club dei Borghi autentici d’Italia .

Il borgo antico di Aielli, posizionato a quota 1021 mt sul livello del mare è uno dei comuni più elevati della Marsica. Situato a nord dell’alveo del Fucino è circondato a settentrione dalla catena montuosa del Sirente che separa il paese dalla Valle Subequana e dall’altopiano delle Rocche. Il suo territorio montano è posto all’inizio della Valle del Giovenco ed è incluso nell’area protetta del  Parco Naturale Regionale Sirente-Velino.

Il paese è adagiato su uno sperone roccioso ed è circondato, sia ad est che ad ovest, da due torrenti che convergono entrambi nel bacino fucense. La sua posizione dominante e strategica ne ha fatto in epoca romana e medioevale  un luogo particolarmente idoneo per la difesa del territorio e l’osservazione delle vie di comunicazione.

Esso è riparato da nord – nord est e nord ovest da una catena di monti (Etra, Secine e San Pietro all’interno del gruppo del monte Sirente) che rendono il clima invernale meno rigido rispetto ai comparti circostanti pari quota, ma comunque soggetta ai freddi venti orientali specie nei mesi invernali. La stratigrafia rivela che il suolo è in maggior parte di tipo calcareo, in alcune zone montane si trovano facilmente cristalli di gesso (in particolare in località La Sterpata), bitumi (nella zona Le Foci) ed elevate quantità di fossili e conchiglie marine calcificate (in località La Liscia).

Con le sue chiese e la spettacolare torre che funge da osservatorio il comune di Aielli, borgo Abruzzese in provincia dell’Aquila, rappresenta una ricchezza storico-architettonica tutta da scoprire.
                                                              
La sua struttura si compone di due nuclei principali, Aielli Alto (sede del Municipio) e Aielli Stazione. Dall’alto della sua torre cilindrica si può osservare l’intera piana fucense contornata dai rilievi appenninici, con scorci suggestivi soprattutto in direzione dei monti del Sirente e della Serra di Celano, che sovrastano il nucleo storico.

La Storia

La presenza umana nell’area di Aielli è documentata a partire dall’età del bronzo, con l’insediamento nella località “Reniccia”, sotto Monte Secine.
Nel corso della prima età del ferro (IX-VIII secolo a.C.) gli insediamenti di pianura vengono abbandonati a causa dell’aumento di conflitti che portarono alla nascita di centri fortificati i cui resti sono riconoscibili sul Monte Secine e sull’altura detta “Castello”, nel centro storico di Aielli.
L’occupazione del territorio continua per tutto il periodo romano, fino ad arrivare al X secolo quando nascono i castelli-recinti (castella) di Focem, sull’imbocco delle Gole di Aielli-Celano, e Agellum (“Aielli Vecchio”). Dopo il 1347, in seguito alla distruzione di entrambi i castelli, il conte Ruggero II iniziò l’opera di costruzione del nuovo borgo di Aielli.
Il prosciugamento del lago Fucino, ad opera di Alessandro Torlonia, e la costruzione della ferrovia Avezzano – Sulmona, nel corso dell’ottocento, portarono a uno spopolamento degli insediamenti montani e a un danneggiamento dell’economia locale. La carenza di risorse idriche pose fine alla coltivazione dell’olio e della vite, dello zafferano, della ricca produzione di anice e di frutta aiellese. La popolazione si spostò verso le terre più basse e questo portò alla nascita di Aielli stazione.
Questa migrazione proseguì in seguito alla devastazione causata dal terremoto del 1915. In età fascista, a segnalare l’accresciuta importanza del nuovo abitato, il prefetto Guido Letta fece edificare la chiesa di S. Adolfo (ora dedicata a S. Giuseppe) in Aielli Stazione.

Da vedere

Il territorio di Aielli è ricco di importanti attrattive storiche e naturalistiche da non perdere per chi decide di trascorrere un soggiorno in questo splendido borgo autentico abruzzese. A spiccare è la splendida torre medievale del 1300, chiamata Torre delle stelle, divenuta un importante osservatorio astronomico aperto al pubblico con annessi il Museo del cielo e la biblioteca scientifica.

Le chiese rappresentano un patrimonio importantissimo di questo Borgo. La Chiesa della SS. Trinità risale al 1362 ma, in seguito al terremoto del 1915, venne ricostruita con uno stile bizantino-romanico.
La Chiesa di S. Rocco fu edificata nel 1546 e dedicata a un santo protettore per difendere il paese dalla peste. È probabile che, insieme all’Ospedale di S. Maria della Pace di Bovezzo, fosse stata utilizzata nel Seicento come ricovero per i malati di peste.
Il 26 settembre del 1937 il prefetto Guido Letta inaugurò la Chiesa di S. Adolfo nel nucleo di Aielli stazione, vicino al sacrario ai caduti e alla casa littoria con annesso dopolavoro, cinema e albergo diurno. La chiesa, oggi dedicata a S. Giuseppe, presenta una pianta a croce latina con campanile centrale decorato dalla vetrata a canne d’organo. Al pavimento in marmi policromi si aggiungono le vetrate raffiguranti la via Crucis, i tre crocifissi in puro cristallo di Boemia, e due statue dei Dazzi che rappresentano S. Guido e S. Adolfo.
Il paese vecchio, nel 1977, fu utilizzato come set per girare il film Fontamara con Michele Placido e dall’estate 2018 il romanzo “Fontamara” di Ignazio Silone è stato integralmente trascritto sui muri di Aielli.

Buona parte del suo territorio è compreso nei confini del Parco Regionale Sirente-Velino; di alto valore naturalistico, le Gole di Aielli-Celano; la località “Rott sbusciata” ai piedi del castello recinto; i “Prati di S. Maria” dove sono stati rilevati molti passaggi dell’Orso Marsicano; località “Fonte Canale” dove poco più in alto sono visibili i resti di una chiesa del XII secolo, S. Pietro in monte; località “da Cacchia” vicino ad Aielli Stazione, una volta ricca di olivi.
Nel comune di Aielli sono conservati e visibili, bellissimi catasti preonciari restaurati, insieme ad altri settecenteschi, oltre ad un manoscritto del ‘500 sui Cantari di Uggeri il Danese.

Da gustare

I prodotti tipici locali di Aielli sono fortemente legati ai sapori forti della cucina tradizionale abruzzese: sulla tavola non mancano vini, insaccati, dolci, olii e altre prelibatezze che raccontano il forte connubio che ha sempre unito la comunità locale con la terra.
Caratteristici sono i piatti di carne come i famosissimi arrosticini, tipici di tutta la regione, e l’agnello, che nel periodo pasquale viene cucinato nella variante “cacio e ova”: la carne, tagliata a pezzettini, viene servita insieme a un sugo composto da uova sbattute e pecorino stagionato.

Tipici sono i primi a base di pasta, spesso fatta in casa e condita con sugo di carne. Tra i vini non possiamo dimenticare il Montepulciano, tipico rosso abruzzese.

Cosa fare

Tra le numerose escursioni a carattere naturalistico che si possono effettuare nel territorio di Aielli, una delle più suggestive è sicuramente quella alle Gole che, nel suo tragitto, offre il magnifico spettacolo creato dal canyon del torrente la Foce. Un lavoro millenario della natura, da visitare soprattutto nel periodo da giugno a ottobre, che si innalza tra il massiccio della Serra di Celano e quello del Sirente su pareti alte centinaia di metri. Importanti mete d’escursione sono anche il Monte Secine, la Via Romana e Aielli Vecchio.
La comunità di Aielli si riunisce ogni anno per importanti celebrazioni e sagre, sia di carattere religioso che civile, che rappresentano importanti momenti di valorizzazione delle antiche tradizioni.
Il calendario inizia con la festa della Madonna della Vittoria, che celebra la patrona del borgo nella giornata del 9 maggio, con una processione serale e festeggiamenti civili e religiosi.
Seguono le celebrazioni estive con il festival enologico e la sagra degli Gnocchi, nella prima metà di agosto. La festa dei Santi Patroni del 12 agosto, con processione itinerante fra S. Rocco e la SS. Trinità, è l’occasione adatta per effettuare un pellegrinaggio collettivo al santuario della Trinità di Vallepietra. Si prosegue con la festa dell’Immacolata ad Aielli Stazione, nella terza domenica di agosto.
Conclude il periodo di festività estive la festa della Croce, che si svolge nell’ultima domenica di agosto nei Prati S. Maria, con un’escursione sulla sommità di Monte Etra dove spicca la croce in ferro installata nel 1988.
Nel periodo fra Natale e Capodanno da non perdere è la fiaccolata della Pace, a cura del Gruppo Alpini.